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Il Decreto Barba

È attesa nelle prossime ore una dichiarazione ufficiale da parte di Saro. Una delle questioni più controverse della sua vita sarà presto oggetto di discussione in Parlamento, il quale regolamenterà la materia una volta per tutte.

La sua barba, infatti, non ha mancato di suscitare polemiche in più occasioni: dai pranzi domenicali con la madre, in cui quest’ultima ha più volte protestato in maniera veemente – la lunghezza, a suo dire, è spesso inaccettabile – fino alle dichiarazioni della sua ragazza, che al contrario trova la barba di una settimana molto attraente.

Lo stesso partito di Saro è diviso al suo interno: il capogruppo ha dichiarato che il loro è un partito democratico, e ha lasciato intendere che i parlamentari non riceveranno indicazioni di voto, ma le posizioni anti-barba dell’ala moderata sono note ormai da tempo, e non hanno smesso di causare frizioni interne sin dal congresso fondativo.

Il decreto prevede che Saro effettui una rasatura completa ogni tre giorni e prima di qualsiasi evento pubblico quali feste di compleanno, battesimi, matrimoni o cerimonie di altra natura.

Il portavoce del partito no-barba, sua Madre, ha dichiarato che queste condizioni sono appena tollerabili e che i suoi non appoggeranno delle norme così permissive: “il mio partito crede che ciascuno abbia piena libertà di rasatura” – sostiene la Madre – “ma non Saro” – continua la portavoce.

Nel corso degli ultimi ventisette anni mi sono battuta in prima persona nel suo iter di educazione: Dentinopoli, gli incentivi alla lettura, il blocco dei finanziamenti al cibo-spazzatura, il decreto legge Erasmus e tanto altro. Non accetterò che le sue scelte sbagliate nel settore della depilazione facciale possano influenzare negativamente un’intera generazione.

La Madre ha tuttavia minimizzato le polemiche sulle dichiarazioni del suo alleato, il leader della destra barbofoba, che ha dichiarato in una recente intervista simpatie per i metodi totalitari ed il loro totale rifiuto del concetto di barba.

La settimana scorsa il suo corteo ha portato in piazza più di 20.000 persone al grido di “Cacciamo i barbuti” e l’hashtag #nobarbaday è diventato trending in poche ore.

L’opposizione non si è fatta attendere, trascinata dalla segretaria del partito pro-barba, la neoeletta Ragazza di Saro, la quale ha affidato a Facebook il suo appello in favore della barba lunga. La Ragazza ha esordito ricordando i grandi progressi fatti negli ultimi anni nel campo dei diritti di Saro, dalla libertà di non tifo calcistico fino al decreto anti-telegiornali, dalla casa da solo fino all’abolizione dell’obbligo di cravatta.

“Non solo crediamo che lasciare a Saro il diritto di barba sia una questione di vitale importanza” – continua la Ragazza – “ ma lo invitiamo con urgenza a rivedere le sue stesse opinioni sul proprio look”.

“Non vogliamo buttare fango sugli avversari politici, ma riteniamo che la Madre e le sue posizioni conservatrici rappresentino ormai il passato, un passato dal quale io ed il mio partito intendiamo prendere le distanze in maniera netta”.

“Nego inoltre con forza il mio presunto appoggio all’emendamento sull’abolizione del rasoio” – aggiunge la segretaria, in risposta alle voci circolate online nelle ultime ore.

Le frange estremiste del socialismo pilifero hanno messo in campo delle proposte assolutamente inaccettabili, ma il mio partito non li considera interlocutori seri.

Mancano ormai pochi minuti alla diretta. Saro prenderà la parola in Parlamento prima delle dichiarazioni di voto dei singoli partiti.

Negli ultimi giorni si è succeduto un vortice di prese di posizione da parte del mondo politico e civile: il cardinale Bagliasco si è scagliato contro la barba lunga, definendola un atto “contronatura”, nonostante alcuni giornalisti gli facessero notare che lo stesso Gesù ne fosse affetto.

Numerose personalità del mondo dello spettacolo, fra cui Giobbe Covatta, Diego Abatantuono e Lello Arena hanno prestato le parti visibili del proprio volto alla campagna #miradodirado a favore della libertà di rasatura sporadica.

Non sono mancati disordini ed azioni vandaliche nei confronti di barbieri e produttori di rasoi, creme da barba e lamette usa e getta, ed ha ormai raggiunto il milione di visualizzazioni il video girato dal movimento barbofobo Lama Nuova in cui tre hipster vengono rasati contro la propria volontà e derisi di fronte ad una folla in delirio.

La questione ha toccato un nervo dolente della nostra società: in un mondo in cui la barba cresce giorno dopo giorno, qual è la frequenza giusta per la rasatura? Esiste una lunghezza massima che non si dovrebbe mai superare? E soprattutto, esiste un compromesso possibile fra il partito de La Madre e quello de La Ragazza?

Saro si avvicina ai microfoni. È visibilmente emozionato. Sistema pochi fogli di fronte a sé, avvicina il microfono e si schiarisce la voce.

“Sono state settimane intense” – esordisce Saro – “non è facile pensare quando si hanno su di sé gli occhi di un’intera nazione”.

“Stimati colleghi, negli ultimi giorni ho riflettuto molto su come ribattere alle critiche e che posizione prendere sulla questione che stiamo dibattendo. Come tutte le questioni di rasatura, ci sono opinioni diversissime fra di loro. C’è chi mi ha consigliato di radermi ogni giorno, chi di far crescere la barba in maniera indefinita, chi invece ha proposto delle soluzioni intermedie.

Dopo essermi consultato con tutte le parti in campo, tuttavia, non sono giunto ad una decisione che potesse soddisfare una maggioranza consistente dei nostri rappresentanti. È mia convinzione che non ci siano le condizioni per ragionare con lucidità e giungere ad un decreto che migliori oggettivamente la mia vita e quella dei miei cari.

È per questo che, con grande rammarico, annuncio le mie dimissioni immediate dal ruolo di Figlio, Fidanzato, Freelance, Vicino di Casa, Amico, Cliente e da tutti gli altri incarichi coinvolti nel dibattito sul Decreto Barba”.

“Crediamo che la decisione di Saro sia quantomeno avventata” – ha dichiarato la Ragazza – “e speriamo che possa posticipare le dimissioni almeno fino al matrimonio della mia amica Rosa”.

“Se Saro ritiene che questa sia l’unica soluzione possibile” – ha detto La Madre in conferenza stampa – “accettiamo la sua decisione. Perdere un figlio è comunque meglio che avere un figlio barbuto”.

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