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28 cose che ho imparato in 28 anni

 

Il viaggio di Nabil, un poema contemporaneo sulla migrazione clandestina

«Sorprendente, originale, commovente»
Emanuela Pistone, Isola Quassùd

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Su internet è un uso ormai comune creare delle liste di cose che si sono imparate durante la propria vita. In questo quarto o poco più di secolo ho imparato soprattutto che quello che si impara può venire dalle fonti più disparate e spesso inaspettate.

Spero che fra queste ventotto cose ce ne sia almeno una che attiri la tua attenzione, e perché no, magari ti faccia pensare in maniera diversa su certi argomenti. Mentre la scrivevo mi sono sentito una sorta di santone guru new age che levita con babbucce dorate ai piedi, ma se leggi tutto fino alla fine sono sicuro che qualcosa di buono la trovi.

1. Bisogna uscire dalla massa

Sia nella mia esperienza che in quella di altre persone con cui sono venuto a contatto, ho capito che l’unico modo per migliorare i propri risultati è fare cose diverse da quelle che “tutti” fanno. E quindi cercare di uscire dalle tante masse cui apparteniamo, imparare da chi è già fuori ed applicare alla propria vita. That simple.

2. Cambiare se stessi è possibile

Se potessi scrivere una lettera a me-stesso-quindicenne, gli direi semplicemente che cambiare qualsiasi aspetto di se stesso che vede come un limite è possibile. Che niente è per sempre se siamo determinati a cambiare. Neppure i diamanti.

3. È impossibile piacere a tutti

Bill Cosby ha detto che non sa quale sia il segreto per il successo, ma sicuramente conosce quello per fallire miseramente: cercare di piacere a tutti. Oltre ad essere una cosa inerentemente impossibile da ottenere, cercare di piacere a tutti ci fa piacere meno a coloro i quali ci apprezzerebbero di più per chi siamo veramente.

4. Bisogna dare

Molte persone non sono generose perché temono di perdere qualcosa nella transazione. Da quello che ho visto sia nella vita personale che professionale, chi dà agli altri sotto qualsiasi forma ne migliora le vite e ne riceverà un grosso beneficio a lungo termine.

5. I TG sono dannosi

I telegiornali propagano una visione del mondo pessimistica. Concentrano le proprie attenzioni su tutto ciò che non va, dando l’impressione che effettivamente tutto vada storto. Sto cercando di smettere!

6. Il mondo non ci deve niente

A volte parlando con amici e conoscenti mi sembra di intravedere in loro l’idea che il mondo debba loro qualcosa. Io sono convinto del contrario: il mondo non ci deve proprio un bel niente. Allo stesso tempo credo però che il “mondo” è più che benevolo con chi lotta per creare e promuovere qualcosa di valore.

7. La scuola è rotta

Tutto il sistema che va dalle elementari all’università ha delle gravi mancanze: non si aggiorna da un secolo, propugna nozioni che non è più necessario conoscere nello stesso modo, è basato sull’apprendimento passivo e non copre per nulla aree importantissime della nostra vita. La soluzione è… autoeducarsi.

8. Le storie sono potenti

Al contrario delle nozioni, apprese passivamente, le storie sono per le nostre stesse caratteristiche cerebrali dei potentissimi strumenti di persuasione e di conoscenza. Dovremmo applicare più storytelling alle nostre vite. Ti ho mai raccontato di quella volta che…?

9. I soldi sono importanti

La cultura popolare ed i mass media ci bombardano con immagini ed idee che associano il denaro al male. I soldi sono sporchi, i ricchi sono i cattivi, i poveri sono “felici comunque”. Non sostengo che i soldi da soli risolvano tutto, ma credo che la libertà che il denaro offre sia un elemento fondamentale per vivere serenamente e ricercare la felicità.

10. Conoscere se stessi

Se non lo conosci già dovresti andare allo specchio e presentarti a te stesso. Una volta, quando ho visto il mio nome su una importante rivista scientifica, ho capito che semplicemente quella non era la mia strada. Non ero io. Dobbiamo conoscerci per amarci. A Delfi la sapevano lunga.

11. Il futuro è dei creativi

La globalizzazione sposta l’offerta di lavoro manuale verso i paesi con il cambio valuta più conveniente e la manodopera più economica, e la tecnologia rimpiazza sempre più i compiti ripetitivi e da “ufficio”. Il futuro è in mano a quelle persone che sanno trovare soluzioni nuove ai problemi e che creano energie, storie, prodotti e servizi nuovi da distribuire in giro per il mondo.

12. L’azione è una valanga

È controintuitivo, ma più facciamo una cosa più saremo inclini a farla nel futuro. Una volta sbloccati dall’inerzia, i nostri corpi e le nostre menti si allineeranno e produrranno sempre di più. La cosa più difficile è cominciare. Ma dobbiamo farlo.

13. Il dolore rafforza

Il dolore non è una lama ma un aratro. Ho imparato che la sofferenza non è una mancanza ma un’esperienza. Chi soffre si allena con una tuta di piombo e poi se la toglie.

14. Non abbiamo più scuse

Data la giusta dose di buona volontà, (quasi) qualsiasi cosa può essere imparata, prodotta, avviata senza costi enormi e in tempi relativamente brevi. Non abbiamo più scuse per non provare a realizzare i nostri sogni e fare ciò che più vogliamo. Just do it.

15. Puntare in alto

Se cominciamo a pensare “Mi accontenterei di X” non avremo la motivazione necessaria per raggiungere nemmeno la metà. Se puntiamo alla luna, invece, male che vada finiremo tra le stelle… lo diceva quello là del telescopio.

16. Non vado a lavorare

Ho imparato che il lavoro non è un posto dove si va, ma una cosa che si fa. Dovremmo tutti pensarci a capo dell’azienda Me Stesso srl, e dare il nostro contributo a una, venti o un milione di persone attraverso qualcosa che creiamo indipendentemente dal luogo in cui ci troviamo.

17. Investire nelle esperienze

Le cose più importanti della vita non sono cose. Ho imparato che il migliore investimento di tempo e denaro è nelle esperienze, quelle cose intangibili, quegli stati mentali che messi l’uno accanto all’altro formano la nostra vita.

18. Dobbiamo crescere figli (almeno) bilingui

Il mondo è sì connesso, ma fino a un certo punto. Quello che penso è che per abbattere le barriere che tuttora esistono dobbiamo crescere una nuova generazione di poliglotti nativi (2 o 3 lingue) che siano in grado di mettere in contatto veramente culture diverse. Ma prima cominciamo da noi stessi, is that ok?

19. Non sappiamo niente

La conoscenza enciclopedica non serve praticamente più. Ritenere nella propria memoria enormi quantità di informazioni è qualcosa che non ha più alcun impatto sul mondo. Non sappiamo niente o quasi, ma quello che importa è capire, analizzare, innovare e comunicare. Ciò che non sai è ancora più importante di ciò che sai.

20. Le scadenze sono essenziali

Un progetto è un sogno con una data di scadenza. La vuole il tuo cervello, il tuo capo, la tua fidanzata. Non so come farei senza. Probabilmente niente verrebbe effettivamente portato a termine nel mondo senza le date di scadenza. God bless deadlines.

21. Il mondo migliora sempre

Già le sento le masse a borbottare che no, il mondo va peggiorando. Ma io credo di sì: meno povertà, meno guerre, più salute. Le grandi trasformazioni, sì, ci fanno paura. Ma sono anche enormi opportunità che dobbiamo imparare a riconoscere. Due venditori di scarpe sbarcano in una terra sconosciuta. Uno telefona al capo e dice “Pessime notizie! Qui tutti vanno a piedi nudi”. L’altro, invece: “Ottime notizie! Qui tutti vanno a piedi nudi”.

22. Il lavoro c’è

Sono caduto anch’io nella trappola di credere che non ci fosse lavoro e che tutti gli abitanti del pianeta fossero alleati contro di me. Ma era una stupidaggine. Quando ho imparato qualcosa in più sul business, sulla comunicazione e su come funziona il mondo ho capito che quello era solo il frutto della mia ignoranza. Ci sono decine e decine di competenze sviluppabili in pochi mesi per cui si può essere pagati molto bene. Impara una competenza utile e come scrivere un CV (consiglio: non scrivere “automunito”).

23. Internet è Verità 🙂

Sarò un po’ fondamentalista, ma penso che Internet sia stato e sarà un mezzo di libertà dalle potenzialità infinite. Rivoluziona uno alla volta interi settori di mercato e dà la possibilità a miliardi di persone di rivoluzionare la propria vita. È il web, baby.

24. Procrastinare è una malattia

Rimandare è patologico, quando si inizia non si smette più. C’è anche chi procrastina la procrastinazione creando infiniti livelli di astrazione fra sé e le cose da fare. C’è chi fa prima la roba facile per evitare quella dura. C’è chi poi rinuncia del tutto dopo vari round. La soluzione è semplice: cominciare. Non dopodomani, ora.

25. Moriremo tutti

Forse già lo sapevi, ma ti volevo ricordare che morirai. Non so come né quando, ma succederà. Se ci pensi, nessuno è mai uscito vivo dalla vita. Quello che voglio dire è: non ci sono rischi in realtà. Alla fine finisce. Non è un buon motivo per vivere come vogliamo?

26. Vivremo per sempre

Le nostre parole echeggiano dentro le teste di migliaia di interlocutori, e rimangono come tracce mnestiche di esperienze passate. I nostri gesti rimangono anche quando i nostri corpi sono ormai una cosa che non si muove, che non pensa, che non sente. Nell’anima non ci credo, ma nella memoria sì.

27. La concisione aiuta

Sempre.

28. Siamo tutti legati

Siamo interconnessi in qualche modo l’uno all’altro. Anche tu che mi stai leggendo e che non sai niente di me, stai cominciando a conoscermi e capire meglio chi sono. Anche gli eremiti hanno la banda larga. Se c’è una cosa che ho capito davvero è che questo legame è magico, misterioso, e porta tante sorprese.

  • Ambrogio

    E’ una sensazione bella e rara quando scopri che qualcuno ha fatto i tuoi stessi ragionamenti “esistenziali”. Complimenti per l’articolo Daniele. Anch’io sono dell’idea che prima o poi saremo un gran bell’organismo unico e potente…noi del pianeta Terra…

  • Fabrizio Sgroi

    Niente di più saggio e vero. Il miglior modo per fallire è: cerca di piacere a tutti.
    E in più , il punto 25 è troppo figo 😀

  • Claudia Gi

    Stupendo. Sembrano quasi parole mie. Avallo tutto quello hai scritto (o quasi tutto) in pieno.

  • Martina Russo

    Meraviglioso!

  • TommasoTosi

    Sono molto d’accordo su molti punti, forse tutti direi.

    Grazie Daniele, ti ho appena conosciuto e già mi piace parecchio ciò che fai.

    A presto 😉

  • Aldo

    Ciao Daniele, a distanza di tempo da quando hai scritto il post lo aggiorneresti in qualche modo ?
    Ah, complimenti… condivido in pieno e lo trovo interessantissimi spunti di riflessione… anche a distanza di tempo. Ma d’altra parte “vivremo per sempre no” ? 😉
    Ciao

    • Ciao Aldo, no, non lo aggiornerei perché ho sempre 28 anni! 😉

      • Luca

        Ciao Daniele, davvero un bellissimo articolo, complimenti.
        Vorrei farti una domanda riguardo il punto 22, quello sul lavoro. In esso parli del fatto che esistano decine di competenze utili nel mondo del lavoro che si possono sviluppare in pochi mesi, e che vengono anche ben pagate.
        In base alla tua esperienza, mi potresti fare alcuni esempi di competenze particolarmente richieste oggi dalle aziende (oltre, ovviamente, quella già citata sul saper scrivere un buon CV) ?

        Ciao e grazie in anticipo.

 

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